domenica 31 maggio 2026

Un pezzo di stella


Ci sono mattine in cui il peso del mondo
si siede sul petto e non ti lascia respirare,
guardi la strada dalla finestra della stanza
e tutto sembra un ingranaggio da riparare.
Poi chiudi gli occhi e cambia la prospettiva,
la gravità diventa un concetto da dimenticare,
senti il cemento che perde la sua presa
e il cuore che spinge per potersi liberare.
Non servono ali di piuma o di ferro
per sollevarsi da terra e cambiare destino,
basta la forza di un pensiero rimasto puro
o il coraggio nascosto negli occhi di un bambino.
E lasci sotto i piedi le parole dei cinici,
le scadenze impresse sopra i fogli di carta,
i treni persi per un soffio di secondo
e questa freccia del tempo che mai si ferma.
Vedi le case diventare piccoli punti,
le piazze sembrano disegni sul diario,
le miserie umane si fanno microscopiche
mentre ti muovi su un cielo straordinario.
Lassù non serve la luce degli occhi,
perché lo spazio lo misuri con le dita,
senti il profumo del vento che spettina i dubbi
e capisci finalmente il senso della vita.
Incontri nuvole che sanno di bucato steso
e correnti calde che ti cullano il cammino,
mentre il sole ti scalda la pelle fredda
e l'orizzonte si fa ogni passo più vicino.
Volare è un modo per guardarsi da fuori,
perdonarsi gli errori e le strade sbagliate,
lasciare che l'invidia rimanga sul fondo
insieme alle promesse che sono state dimenticate.
Ora la terra è solo una sfera di azzurro
che gira piano dentro un silenzio immenso,
non c'è rumore di traffico o di rabbia,
ogni frammento del mondo ritrova il suo senso.
E quando sarà il momento di scendere giù,
tra la gente che corre senza guardare il cielo,
porterai dentro la tasca un pezzo di stella
per ricordare a tutti che il volo era vero.

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