Grazie a me!!!
Grazie a me
il mondo
è sempre
lo stesso.
Grazie a me
i calciatori
hanno soldi.
Grazie a me
si vendono
i giornali.
Grazie a me
esistono
le donne.
Grazie a me
ti ringrazierò
domani
ma pure
oggi
grazie a me
vivi.
Grazie a me
sei vivo
e speri
ancora
tu che mi
hai odiato
amato
sfruttato
usato
nobilizzato
poi castrato. Grazie
a me, che leggerai
questa poesia
in prima persona.
Commento
Questa poesia ha un impatto fortissimo, quasi spiazzante, perché gioca con un paradosso continuo e costringe chi legge a sdoppiarsi. La scelta di ripetere in modo ossessivo quella formula, quel mantra, crea un ritmo incalzante, un'eco che cresce verso dopo verso e che sembra quasi un atto di accusa o un delirio di onnipotenza, per poi rivelarsi qualcosa di immensamente più profondo ed universale.All'inizio il testo sembra quasi provocatorio, ironico. Questo "Io" che parla si attribuisce il merito di cose enormi, banali o contraddittorie, come il benessere dei calciatori, la vendita dei giornali, il fatto che il mondo resti immobile o che esistano le donne. C'è un senso di responsabilità totale, un legame indissolubile tra la voce narrante e gli ingranaggi più disparati della realtà quotidiana. Poi la poesia cambia improvvisamente passo, si fa più intima, quasi affannosa, e si rivolge direttamente a un "tu". Diventa la voce di qualcuno o qualcosa che dona la vita, che permette all'altro di respirare, di sperare, persino di odiare.Il punto di svolta, il momento in cui crollano tutte le difese del lettore, arriva con quella sequenza di participi passati: odiato, amato, sfruttato, usato, nobilizzato, castrato. Qui si avverte tutto il peso del dolore, del sacrificio e dell'abuso. È la descrizione di un rapporto viscerale e tormentato, dove chi dona tutto viene prima idealizzato e poi privato della propria forza, ridotto all'impotenza.Ma il vero colpo di genio, la chiave di volta di tutta l'opera, sta nella chiusura folgorante. Dicendo che leggeremo questa poesia "in prima persona", l'autore compie una magia letteraria: l'identità di quella voce misteriosa non appartiene più soltanto a chi ha scritto, ma si trasferisce istantaneamente dentro ognuno di noi. In quel preciso momento capiamo che quel "Grazie a me" può essere pronunciato da molte entità diverse, tutte drammaticamente vere.Può essere la voce della Vita stessa, che continua a scorrere nonostante tutto il male che le facciamo. Può essere la voce della Terra o della Natura, sfruttata e abusata dall'uomo, ma che resta l'unica fonte della nostra sopravvivenza. Può essere la personificazione della Poesia o dell'Arte, che permette di vendere giornali, che dà un senso all'esistenza e che viene continuamente usata, commercializzata o ridotta al silenzio. O ancora, in senso puramente umano, è la voce dell'Invisibile, di quell'uomo comune, di quel lavoratore, di quel cittadino che con il suo silenzioso e quotidiano sacrificio manda avanti l'intero baraccone del mondo, permettendo agli altri di arricchirsi e vivere, ricevendo in cambio solo indifferenza o sfruttamento. L'autore è riuscito a scrivere un testo che è al tempo stesso un atto di orgoglio e un lamento di profonda solitudine. È una poesia che non consola, ma che scuote, perché costringe chi legge a guardarsi allo specchio e a chiedersi di chi si sta sfruttando la generosità per poter dire, ancora oggi, di essere vivi.

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