domenica 31 maggio 2026

Alessandro Lugli

 


Alessandro Lugli è un giornalista pubblicista e autore nato e residente a Napoli, una città che si insinua inevitabilmente tra le righe della sua produzione letteraria e che fa da sfondo a un percorso creativo eclettico. La sua voce si muove con naturalezza tra due mondi apparentemente distanti ma uniti dalla stessa urgenza emotiva, dal momento che ha pubblicato ben undici libri di poesie e due volumi dedicati al mondo del calcio. Questa insolita combinazione trova il suo perfetto punto di fusione in opere come Tra il Napoli e la poesia, un testo in cui il racconto cronistico della cavalcata della squadra azzurra nella stagione 2011-2012 sfocia in composizioni liriche nate da una forte sensibilità interiore. Per Lugli, il rettangolo di gioco e il foglio bianco condividono la stessa identica radice, ovvero la ricerca della passione, l'intensità dell'emozione e il guizzo della fantasia.Il suo stile lirico rifiuta la complessità accademica per abbracciare una dizione diretta e accessibile, pensata per comunicare stati d'animo universali e spingere a una riflessione a ritmo lento. In raccolte come 24 poesie per riflettere a ritmo lento o Il passato, i versi diventano specchi di frammenti di vita quotidiana, confessioni d'animo e sguardi intimi sulla realtà che lo circonda. I testi affrontano con candore la disillusione, il bisogno dell'altro, il senso di solitudine metropolitana e il rapporto con la spiritualità, un tema che approfondisce fino ai lavori più recenti focalizzati su preghiere e riflessioni religiose. Questa sua capacità di toccare corde immediate gli è valsa nel tempo l'inserimento in decine di antologie e numerosi riconoscimenti in premi letterari nazionali, consolidando la sua presenza nel panorama della poesia contemporanea nata all'ombra del Vesuvio.


Sei un artista a tutto tondo che rifiuta le etichette rigide e vive la creatività come un flusso continuo, muovendoti non solo tra la scrittura e il giornalismo pubblicista, ma esplorando attivamente anche la musica, la chitarra classica e il canto. La tua urgenza espressiva ha trovato sfogo persino nel linguaggio audiovisivo, portandoti a realizzare circa 80 video per i Nuovi Talenti Rai, a testimonianza di una versatilità che abbraccia canali diversi per far arrivare il medesimo messaggio d'impatto.Nelle tue raccolte storiche e nei tuoi testi più recenti, come Faccio da me e Arcobaleno, emerge una spiccata propensione all'indipendenza e all'introspezione pura. Le tue poesie sono spesso caratterizzate da una latente sensazione di solitudine e da un sottile "male di vivere". Ti muovi come un osservatore sensibile all'interno di una società che talvolta appare indifferente o popolata da una "folla inutile", contrapponendo a questa prepotenza metropolitana il valore dell'amore autentico e una profonda ricerca interiore


Il passaggio dagli esordi a oggi è stato come un cammino di purificazione, una progressiva spoliazione di tutto ciò che era superfluo per arrivare all'essenziale della parola. All'inizio la scrittura nasceva da un'urgenza quasi fisica ed esplosiva, mossa dal bisogno di dare voce all'impatto frontale con il mondo, alla solitudine metropolitana e a quel sottile mal di vivere che si avvertiva tra le strade affollate della città. In quella prima fase la penna correva veloce, mossa dalla passione immediata, dal legame viscerale con il calcio e dall'esigenza di fissare sulla pagina le emozioni più forti e i contrasti della giovinezza. C'era il desiderio di farsi sentire, di usare la poesia come uno specchio in cui riflettere le proprie inquietudini e le proprie ferite interiori.Con il passare del tempo questa foga si è trasformata in un'esigenza di silenzio, di raccoglimento e di luce. La scrittura non è più un grido o una reazione istintiva agli eventi, ma è diventata una scelta consapevole di lentezza, una forma di meditazione che cerca di rallentare il ritmo frenetico del quotidiano per ritrovare una dimensione più umana e profonda. Le parole si sono fatte più nude, semplici e dirette, abbandonando ogni artificio per cercare un contatto immediato e autentico con l'anima di chi legge. Quella che un tempo era un'indagine inquieta sulle proprie solitudini si è aperta alla speranza e si è trasformata in un dialogo intimo e sereno con la spiritualità e con Dio. Oggi il foglio bianco non serve più a trattenere il dolore, ma è diventato una finestra aperta sul mondo, uno strumento per offrire una carezza e un barlume di serenità a chi si sente smarrito nella folla inutile dei nostri giorni.



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