giovedì 7 maggio 2026

Passione di Alessandro Lugli

 


E poi ti svegli con il fiato corto

e l’odore del mare che ti trascina via,
quella voglia matta di toccarti l’anima
senza chiedere il permesso, senza ipocrisia.
Sei come un accordo di blues a mezzanotte,
quello che vibra dentro e non ti fa dormire,
una nota sospesa tra la rabbia e il bene
che solo il cuore sa come far finire.


Ti guardo e vedo tutta la mia terra,
quell’oro sporco e quel sole che non mente,
perché l’amore tuo mi brucia sulla pelle
e mi fa sentire vivo in mezzo a questa gente.
Non serve parlare, non servono i discorsi,
mi bastano i tuoi occhi per capire il mondo,
un brivido che sale lento lungo la schiena
e mi porta dritto, dritto fino in fondo.

Siamo due anime perse dentro a un vicolo,
tra i panni stesi e il fumo di un caffè,
cerchiamo una speranza tra le dita
mentre il tempo scivola e non dice mai perché.
Voglio sentirti addosso come pioggia d’estate,
quella che lava l’ansia e ti rinfresca il cuore,
senza schemi, senza trucchi, senza maschere,
soltanto noi due nudi dentro a questo calore.


È una passione che non dà tregua, sai,
una smania che mi morde e non mi lascia stare,
come una chitarra che piange piano piano
e non ha più voglia di smettere di suonare.
Resta qui con me, finché non si fa giorno,
finché il buio non diventa solo un ricordo,
perché sei tu la mia musica, il mio destino,
l’unico porto sicuro dove non ho mai paura del bordo.

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