mercoledì 3 giugno 2026

Quaranta battiti napoletani


 1. Il respiro del Vesuvio

Gigante di pietra e di fuoco,
vegli il sonno del golfo d'azzurro.
Nel tuo silenzio che pare un gioco,
custodisci del tempo il sussurro.
2. Spaccanapoli
Una lama di luce e di storia
che taglia la pancia del mondo.
Tra i vicoli vive la memoria,
in un moto perpetuo e profondo.
3. Mergellina all'alba
Il mare si sveglia pian piano,
sfumato di rosa e d'argento.
Un pescatore tende la mano,
mentre tace per poco il vento.
4. Il sangue di Gennaro
Sciogliersi è promessa e destino,
mistero che il popolo aspetta.
Nel marmo del tempio vicino,
la fede non ha mai fretta.
5. Piazza del Plebiscito
Un abbraccio di pietra e colonne
sotto il cielo che libero vola.
Passano ombre di uomini e donne,
la piazza non resta mai sola.
6. La voce dei vicoli
Un canto che sale dal basso,
panni stesi che sanno di buono.
Il tempo rallenta il suo passo
al ritmo di un vecchio suono.
7. Castel dell'Ovo
Sullo scoglio che sfida la cresta,
l'uovo nasconde il segreto.
Finché intatta la pietra resta,
il mare rimbalza quieto.
8. Il profumo del caffè
Un aroma che stringe la mente,
tazzina che scotta le dita.
Un rito per tutta la gente,
il dolce risveglio alla vita.
9. Ombre a San Gregorio Armeno
Pastori di creta e di fumo
aspettano un giorno Natale.
Nel legno si perde il profumo
di un'arte che non ha rivale.
10. Nostalgia di Posillipo
Guardare la costa dall'alto,
dove il verde finisce nel blu.
Il cuore subisce l'assalto
di un tempo che non torna più.
11. I passi su via Toledo
Un fiume di passi e sguardi,
vetrine che accendono il giorno.
Si incrociano presto o tardi
quelli che fanno ritorno.
12. Cristo Velato
La pietra diventa ricamo,
il marmo si fa vera pelle.
Davanti al dolore noi stiamo,
sotto il peso di antiche stelle.
13. La ninfa Partenope
Sulla spiaggia lasciasti il tuo cuore,
morendo tra l'onde del mare.
Da quel tuo supremo dolore
la città cominciò a respirare.
14. Maschio Angioino
Torri grigie che guardano il porto,
sentinelle di un regno lontano.
Il tempo non è mai morto
tra le mura del re sovrano.
15. Tufo giallo
Le viscere calde e nascoste,
città che rinasce di sotto.
Alle pietre che danno risposte
il buio non viene mai tolto.
16. La sfogliatella calda
Riccia o frolla, compagna del mattino,
zucchero a velo sul labbro posato.
Un morso fragrante e divino
che scalda lo stomaco grato.
17. Santa Chiara e il chiostro
Maioliche piene di sole,
limoni che odorano il vento.
Qui tacciono le parole,
ritorna il respiro contento.
18. Il molo Beverello
Navi che partono e vanno
verso le isole d'oro.
I cuori che il mare già sanno
trovano qui il loro coro.
19. Notte a Marechiaro
Una finestra che guarda la luna,
un'acqua che bacia lo scoglio.
La notte non ha più paura,
cancella ogni dolo e cordoglio.
20. I panni stesi
Bandiere di un popolo vivo,
stese da un muro all'altro.
Il cielo diventa il motivo
di un quadro sincero e scaltro.
21. La città sotterranea
Scale che scendono al buio,
muri che sanno di guerra.
Nel ventre di questo serbatoio
riposa l'antica terra.
22. Domenica di ragù
Un profumo che invade le scale
fin dalle prime ore del giorno.
Un rito che scaccia ogni male
attorno alla tavola, in cerchio.
23. Capodimonte verde
Bosco che accoglie la quiete,
reggia che guarda la piana.
Le foglie dissetano la sete
di una bellezza sovrana.
24. Aria di Sanità
Rioni di vita verace,
palazzi con ali di falco.
Qui dove la miseria si fa pace
e il vicolo diventa un palco.
25. La linea sei della metro
Binari che corrono sotto,
stazioni che sembrano mostre.
Il viaggio moderno è ridotto
a nuove e lucenti giostre.
26. Corallo e scaramanzie
Un corno di rosso splendente,
le mani che scacciano il gufo.
Ci crede anche l'uomo sapiente,
di dubbi nessuno è mai ufo.
27. Il canto del venditore
Grida che svegliano i muri,
voci che vendono il mare.
Suoni mercanti e sicuri
che sanno di vecchio affare.
28. Tramonto su Capri
Dal monte si vede l'ascesa
dell'isola amata dai re.
La luce del giorno s'è resa,
il buio la tiene con sé.
29. Piazza Dante
Il poeta di pietra sorveglia
lo studio, la fretta, l'andare.
La piazza d'intorno si sveglia,
nessuno si vuole fermare.
30. Oasi della Gaiola
Due scogli legati da un ponte,
un mare che limpido scorre.
La storia si specchia di fronte,
mentre il pensier vi si fonde.
31. Il lungomare liberato
I piedi camminano lenti
dove prima correva il motore.
Il golfo guarisce i lamenti,
regala carezze al lettore.
32. Finestra sui Quartieri
Un lembo di cielo stracciato
tra tetti che stanno vicini.
Il sole rimbalza sul prato
di pietre e di giochi di bambini.
33. Pummarola e basilico
Un disco di pasta perfetto,
il rosso che sposa il candore.
Nel forno si compie l'effetto
del nostro più grande sapore.
34. La discesa di Coroglio
La strada che scende d'un fiato,
Bagnoli si mostra deserta.
Il ferro del tempo passato
diventa una storia scoperta.
35. Fontanelle e teschi
Anime pezzentelle nel buio,
una carezza sulla pietra scura.
Chiedere grazia all'ipogeo,
scacciare per sempre la paura.
36. Scale di San Martino
Cento gradini e la vista si apre,
tutta la terra è ai tuoi piedi.
La mente i suoi dubbi riapre
mentre dall'alto la vedi.
37. Chitarre e mandolini
Una corda che vibra sottile,
melodia che fa piangere il cuore.
Un canto che non è mai vile,
racconto di un vecchio amore.
38. Sole d'inverno
Un raggio che scalda la pietra
anche nel mese più freddo.
La luce non è mai tetra,
se il mare le fa da specchio.
39. San Domenico Maggiore
Guglia che sale nel cielo,
piazza di filosofi e santi.
Il tempo solleva il suo velo
davanti ai passanti distanti.
40. L'addio a Partenope
Lasciare la terra del sole
è un nodo che stringe la gola.
Non servono tante parole,
la mente qui resta, non vola.

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