mercoledì 24 giugno 2026

L'eco del tuo nome

 


L'eco del tuo nome

Il silenzio fissa la stanza vuota, Romina,
mentre il tempo consuma l'ombra che hai lasciato.
Cercare i tuoi occhi è un'abitudine assassina,
un gioco crudele in cui sono già condannato.
Ti ho cercata nei passi della gente per strada,
tra le luci soffuse e la pioggia che cade,
ma la tua assenza taglia come una spada,
spezzando il respiro lungo queste contrade.
Restano solo frammenti di un addio distratto,
le tue parole fredde scritte sulla pelle,
mentre io resto fermo, sospeso nell'impatto,
a contare i respiri sotto un cielo senza stelle.
Gridare il tuo nome non serve a guarire,
Romina, sei il vuoto che non so colmare.
È una lenta agonia questo mio svanire,
condannato a perderti, incapace di odiare.

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