lunedì 13 luglio 2026

Il Re di Cartone

 


Con un dottore, una sedia di pelle

e un soffitto di crepe e di fumo
sono disceso nel fondo del sacco
a non essere più nessuno
dentro quel fango di sogni marciti
sul fondo di un anno sbiadito
quanto ci ho messo a contare le volte
che il cuore mi è stato guarito.
Quando ho confuso l'orgoglio e la pelle
per non farmi vedere spezzato
e ho camminato sui vetri e sulle armi
con il passo di un uomo bendato
strisciando dentro le vite degli altri
col piglio di un re di cartone
per poi sputare sul loro sipario
prima della conclusione.
E il lusso di piangere me l'ero scordato
in un vicolo cieco di asfalto bagnato
e sembrava peccato.
Ho consumato le ore e le scarpe
ma sempre tenendo il respiro
e con il mondo pian piano ci siamo
evitati nel giro.
Ma il gusto di vivere mi stava bussando
sotto forma di pioggia che scende ballando
e i treni persi e le facce distanti
tornavano a essere l'ansia di ieri
e la voglia di andare davanti.
E ho spalancato le dita nel vento
e mi sono scoperto guarito
come la luce che buca la stanza
quando il buio è finito.
E ho masticato la rabbia e l'asfalto
per essere un uomo migliore
come chi cerca un'uscita nel fuoco
e ci mette il motore.
Perché il gusto di vivere
da quando son nato
il gusto di vivere non mi è ancora passato!
Perché il gusto di vivere non
mi è ancora passato!

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