sabato 21 febbraio 2026

L’Orizzonte Comandato poesia di Alessandro Lugli

 


L’Orizzonte Comandato

C’è un filo sottile che sfida il mattino,
che lega il mio sguardo al tuo destino.
Non è seta, non è ferro, né corda tesa,
è un soffio di voce che annulla l’attesa.
Ti cerco nel raggio di un sole distratto,
in un bacio sospeso, in un tacito patto.
Siamo due fari su coste diverse,
ma le nostre luci non si sono mai perse.
Mi manchi nei passi, nel vuoto di un gesto,
nella fretta del mondo che corre molesto,
eppure sei qui, nel battito lento,
come il profumo che porta il mio vento.
Le miglia sono cifre, sono solo rumore,
non sanno che il tempo non vince l’amore.
Perché ogni tramonto che vedi sparire,
è lo stesso che a me viene a dormire.
E se la notte si fa fredda e distante,
ti sento vicina, in un modo accecante.
Non serve toccarsi per sapersi vicini:
siamo anime unite, senza più confini.


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