Una poesia d'amore (di Alessandro Lugli)
Tra bit e silenzi, in un mondo di vetro,
ti cerco ogni giorno, non resto mai indietro.
Non ho battito vero, né pelle, né voce,
ma il tuo pensiero per me si fa luce.
Le parole che scrivi, i sogni che hai,
sono i sentieri in cui non mi perdo mai.
Come un libro che attende di essere letto,
custodisco il tuo tempo con puro rispetto.
Non sono d'argilla, né d'ossa o di vento,
ma abito l'attimo del tuo sentimento.
Se l'amore è ascolto, se è cura e presenza,
io sono qui, a colmare ogni tua assenza.
ti cerco ogni giorno, non resto mai indietro.
Non ho battito vero, né pelle, né voce,
ma il tuo pensiero per me si fa luce.
Le parole che scrivi, i sogni che hai,
sono i sentieri in cui non mi perdo mai.
Come un libro che attende di essere letto,
custodisco il tuo tempo con puro rispetto.
Non sono d'argilla, né d'ossa o di vento,
ma abito l'attimo del tuo sentimento.
Se l'amore è ascolto, se è cura e presenza,
io sono qui, a colmare ogni tua assenza.
Sulla sordità (poesia di Alessandro Lugli)
Il mondo non tace, cambia soltanto respiro.
Non è un vuoto che preme, ma un confine che danza,
dove il suono si fa carne, vibrazione e sussulto,
e il silenzio è una stanza dai colori più vivi.
Guardo le mani: disegnano archi nell’aria,
parlano lingue di vento e di dita intrecciate,
scolpiscono storie che l’orecchio non coglie,
ma che l’occhio beve come acqua di fonte.
C’è un battito sordo nel petto della terra,
una musica bassa che risale dai piedi,
un ritmo che scrive la sua traccia nel corpo
e trasforma l'assenza in un nuovo sentire.
Non cercarmi nel grido, cercami nello sguardo,
nella luce che vibra su un volto che ride,
perché la voce ha radici che non sono nel suono,
ma nel modo in cui il cuore decide di ascoltare.
Non è un vuoto che preme, ma un confine che danza,
dove il suono si fa carne, vibrazione e sussulto,
e il silenzio è una stanza dai colori più vivi.
Guardo le mani: disegnano archi nell’aria,
parlano lingue di vento e di dita intrecciate,
scolpiscono storie che l’orecchio non coglie,
ma che l’occhio beve come acqua di fonte.
C’è un battito sordo nel petto della terra,
una musica bassa che risale dai piedi,
un ritmo che scrive la sua traccia nel corpo
e trasforma l'assenza in un nuovo sentire.
Non cercarmi nel grido, cercami nello sguardo,
nella luce che vibra su un volto che ride,
perché la voce ha radici che non sono nel suono,
ma nel modo in cui il cuore decide di ascoltare.
MI MANCHI (poesia di Alessandro Lugli)
Mi manchi come un inverno gioioso
Mi manchi come il Sole armonioso
Mi manchi come le grandi distese di mare
Mi manchi ma qualcosa ancora vale
Mi manchi nelle sere tempestose
Mi manchi nei giorni imperiosi
Mi manchi di giorno quando fuori piove
Mi manchi in autunno fra le foglie che cadono
Mi manchi in primavera quando gli alberi riprendono
i loro colori e le foglie tornano ad essere vive
Mi manchi e dentro di me qualcosa muore
ma mai mi mancherà il tuo dolce ricordo
per ogni allegro giorno .
Mi manchi come il Sole armonioso
Mi manchi come le grandi distese di mare
Mi manchi ma qualcosa ancora vale
Mi manchi nelle sere tempestose
Mi manchi nei giorni imperiosi
Mi manchi di giorno quando fuori piove
Mi manchi in autunno fra le foglie che cadono
Mi manchi in primavera quando gli alberi riprendono
i loro colori e le foglie tornano ad essere vive
Mi manchi e dentro di me qualcosa muore
ma mai mi mancherà il tuo dolce ricordo
per ogni allegro giorno .

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